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martedì 4 giugno 2013

Prost!


Della Germania piacciono le bionde.  E il consenso più trasversale lo riscuotono quelle in boccale, cosicché si impara subito che una das Bier è neutro, ma non nessariamente i suoi effetti.

Se non ci si fa solo un bicchierino (einen kippen), ma si beve da par teutone (bechern, zechen), alzarsi il giorno dopo può risultare impresa ben ardua. Si è difatti betrunken, o besoffen. E per non scadere in dozzinali ripetizioni, la lingua teutone offre una serie di variazioni a tema. Per chi non osasse troppa creatività, basta aggiungere “stink” o “stock” davanti agli aggettivi base.  I più vezzosi possano optare per il cromatico- “ich bin blau” (sono blu), che pare indicare il colorito che si assume dopo una notte brava. Ancor piú aulico l´aver guardato troppo a fondo nel bicchiere ("zu tief ins Glas schauen). Per chi preferisce sottolineare la pienezza, “voll wie ein Eimer” (pieno come un secchio) o "wie eine Haubitze" (come un obice) oppure i piú enigmatici “rabenvoll” e "sternhagelvoll" (pieno come un corvo e pieno di grandine?). Chi alza il gomito ma non rinuncia allo stile, probabilmente sará “voll bis zum Stehkragen” (pieno fino al colletto).

Tra uno schnapps e l´altro- sempre attenti a guardarsi negli occhi mentre si brinda, altrimenti è come rompere uno specchio da noi, ma la iella è selettiva e si intrufola solo fra le lenzuola - uno poi deve fare i conti coi postumi.

La sbornia (Rausch) lascia in eredità felini frignanti: è una delle origini accreditate per “ich habe einen Kater” (ho un gatto), perché chi ha un cerchio alla testa si lamenterebbe come un felino a pancia vuota o in cerca di compagnia. Un´altra versione fa risalire il “Kater” a  “Katarrh”, termine medico che ad un italiano suona subito chiaro. Pare che gli studenti usassero il male di stagione come scusa per bigiare le lezioni, eventualmente coadiuvati dal clima che permette di accusare reumatismi vari anche in piena estate. 

Il pragmatismo teutone prevede anche un rimedio nella forma del Katerfrühstück, ovvero la colazione del giorno dopo. La strategia è semplice: ingollare cibi il più possibile salati per stimolare la sete- di acqua, stavolta. Ognuno ha la sua ricetta di fiducia, ma la tradizione suggerisce i Rollmops: aringhe marinate per oltre un mese arrotolate attorno a cipolla e cetrioli. Chi volesse compeltare in bellezza non ha che sorseggiare una Konterbier, una birra di contrattacco. 

Prost!

domenica 25 marzo 2012

ho un gatto

Prendi un paio di amici italiani che portano amici di amici e conoscenti. Shakerali col mio drinking buddy polacco, un paio di fidati amici crucchi, una pin up russo-svedese e schiaffali in un postaccio a Neukolln.

E' finita con ulteriori acquisti per il mio futuro circo delle meraviglie. Eh si, perchè ormai ho deciso che girerò l'italico stivale mostrando la mia capa che dice "sì, Madonna", B. che esclama "che pazienza, cazzo", il mio studente che spiega la "regola della L" e altre maraviglie. Già ce la vedo, la mia giunonica capa, saltellare gaudente al mio lancio di un wusterone come ricompensa per la perfomance.

Oggi, ho un gatto. Qui i "postumi", "l'hangover", si chiama "kater", cioè gatto (maschio). Ignoro l'etimologia. E ci si è messo pure il cambio dell'ora a tirarmi un colpo gobbo, giusto il mio ultimo giorno in questA casetta. Ma ormai tutto è pronto, a breve stendo le lenzuola e via.

Ricetta contro il micio: una mega ciabatta con i resti di gouda che ho raccattato, talmente grossa che dovrei avere la struttura cranica di un anaconda per mangiarmela. Poi, macchina fotografica, via in sella verso il Mauerpark. I gradi sono circa 11, ma il cielo è azzurro da manuale. Alle 18.30 si rientra con gli uomini di fatica assoldati per la bisogna, e ci si trasferisce nella nuova tana.

Miao!